Fabrizio Savarese cinema per sordi

Nel laboratorio condiviso di Gatta Buia Lab, oggi ho il piacere di ospitare Fabrizio Savarese, un ragazzo sordo di 34 anni che vive a Brescia e sta promuovendo un prezioso progetto per diffondere una programmazione cinematografica dedicata agli spettatori sordi.

1. Ciao Fabrizio, benvenuto nel laboratorio condiviso di Gatta Buia Lab. Comincio con una domanda di rito: raccontaci un pezzetto della tua infanzia, com’eri da bambino? I ricordi e le emozioni di quando eri piccolo influenzano il tuo presente?

Ciao Ines, grazie per questa intervista che per me è molto importante. Mi chiamo Fabrizio Savarese, sono nato a Crema 34 anni fa e abito a Brescia da quando avevo 12 anni. Sono sordo dalla nascita ma grazie a un impianto cocleare sento suoni e voci, anche se non in modo così distinto da godere pienamente di un film. A Crema da piccolo sognavo di diventare un attore sordo e imitavo i miei attori preferiti. Ero un bambino sognatore e timido, leggevo i fumetti di Dylan Dog e guardavo i film d’animazione. Giocavo anche a basket e ho vinto 6 coppe consecutive! Ricordo bene quando ho visto il mio primo film: Batman, che ancora oggi è il mio personaggio preferito. Sono fortunato ad avere genitori che mi hanno offerto sempre supporto, sia psicologico che concreto. Ho studiato grafica all’Istituto Golgi di Brescia e sono laureato allo IED di Milano, ora lavoro in amministrazione presso gli Spedali Civili.

2. Quando è cominciata la tua passione per il cinema? Qual è il tuo genere preferito?

La mia passione è iniziata molto presto, quando per la prima volta nel 1989 a Crema dove sono nato, sono stato al cinema con un mio caro amico d’infanzia, Luca, a vedere il mio primo film: Batman. Il film è del 1989 e diretto da Tim Burton, basato sull’omonimo personaggio della DC Comics ed è interpretato da Michael Keaton, con Jack Nicholson nel ruolo del supercriminale Joker. Mentre guardavo il film mi sentivo eccitato ed entusiasta perché Batman sapeva come sconfiggere il nemico numero uno: Joker. Da allora è nata la mia passione verso il cinema. Poi nel 1996 ho visto con mio padre Indipendence Day, che poi è diventato il mio film preferito. È una storia di fantascienza del 1996, diretta da Roland Emmerich. Non avevo mai visto un film con tanti effetti speciali e ne sono rimasto colpito. Mi sono appassionato grazie a queste produzioni che non dimenticherò mai. Provo una grande sensazione di meraviglia verso il cinema. Mi colpiscono i film come Salvate il soldato Ryan oppure Forrest Gump o le storie che mi fanno vivere e comprendere le diverse realtà al mondo. Mi piace l’horror e la fantascienza, ma mi interessano anche le storie realistiche.

3. Ci sono molti stereotipi che condizionano la nostra percezione della disabilità, spiegaci il tuo progetto per abbattere le barriere culturali cominciando dalla programmazione nelle sale cinematografiche. Di cosa si tratta e quali risultati hai raggiunto finora?

Un mio amico, Luca, mi ha inviato un sms dicendo che c’era Batman vs Superman (2016) al cinema a Curno (BG) con sottotitoli in italiano. Sono rimasto molto stupito perché ho scoperto che in alcune città italiane si proiettano film stranieri con sottotitoli in italiano. A Brescia no, ma come è possibile? mi sono chiesto. Così ho avuto un’idea utile e sono stato all’ENS a parlare con il presidente del mio progetto. Purtroppo sono rimasto deluso, perché senza risultati. In seguito, ho scoperto che esiste una cooperativa che realizza in esclusiva i sottotitoli per i film, ma solo per quelli vecchi e richiede un processo molto costoso. Mi piacerebbe garantire film sottotitolati per sordi almeno in una sala con regolarità settimanale, ad esempio al cinema Oz o Wiz. Il mio obiettivo è collaborare con il responsabile dei multisala per trovare una soluzione che permetta di proiettare film con i sottotitoli. L’anno scorso finalmente ho ricevuto un messaggio a sorpresa dal cinema OZ. Ce l’ho fatta. Ho fatto tutto da solo per abbattere quelle che sentivo essere barriere culturali. Questa è una vittoria importante per me e per tutti i sordi che sognano di vedere i film con sottotitoli in italiano. Ogni settimana, pubblico la programmazione su Facebook e Linkedin per diffondere la visione di film nuovi sottotitolati. Un altro progetto che sto promuovendo è portare i bambini sordi – ad esempio gli alunni della scuola Audiofonetica di Mompiano – ai cinema Oz e Wiz a vedere film d’animazione con sottotitoli in italiano.

4. Cosa possiamo fare per sostenerti concretamente?

Mi piacerebbe creare un piccolo festival per gli attori internazionali sordi per raccontare le loro storie e film a Brescia o a Milano. Mi piacerebbe occuparmi anche della televisione: ad esempio mia moglie (anche lei è sorda) vorrebbe vedere il programma televisivo C’è posta per te! su Canale 5 con i sottotitoli in italiano. Ha anche provato a mandare una mail a Mediaset, ma non abbiamo ottenuto risultati. Il mio sogno è che le società di produzione si occupino dei sottotitoli e lo facciano in maniera costante e più economica per tutti. Per aiutarmi potete diffondere il mio progetto così da conoscere meglio un bisogno diffuso che molti ignorano.

5. Augurandoti nuovi successi e nuove conquiste, quali sono i tuoi obiettivi a breve termine?

È giusto aiutare i sordi ad abbattere le barriere. Mi piacerebbe collaborare con i professionisti che lavorano al cinema per trovare una soluzione e capire come fare per preparare qualcosa di utile e sviluppare nuove idee. Vorrei che almeno un cinema in tutte le città di Italia dedicasse una serata a settimana ai sordi con la visione di film di prima uscita, come già si fa a Brescia, Bergamo, Milano e Torino e in alcune grandi città. Vorrei creare un nuovo movimento cinematografico per sordi e udenti, con professionisti sordi che provengono da Paesi come Siria, Iraq o Afghanistan perché voglio aiutare anche i sordi stranieri, per dare speranza alle realtà in guerra o in povertà, perché il cinema è cultura e conoscenza.

6. Hai recentemente aperto un gruppo facebook per discutere di cinema tra appassionati. Che ruolo hanno i social network in questo progetto? Perché hai scelto di esporti sul web e, soprattutto, te ne sei mai pentito?

Ho scelto Facebook perché permette di coltivare reti sociali coinvolgendo persone mai conosciute prima. La passione per il Cinema è per me molto grande, spesso i film aiutano a interpretare la storia di periodi e personaggi importanti. Chiedo a tutti di sostenere il mio gruppo MOVIE NEWS su facebook, condividendo e aggiungendo amici.

Se avete un’idea contattatemi con un messaggio su Facebook! Io uso anche Instagram e LinkedIn per promuovere nuovi film sottotitolati agli appassionati e grazie a me, le persone corrono in sala! Perché, anche se oggi su internet si possono vedere tutti i film, andare al cinema è magico e favorisce le amicizie.


Io ringrazio Fabrizio per questa interessante intervista, ti lascio qui i suoi contatti e ti invito a scrivergli e a seguire i suoi progetti, perché penso che abbiamo bisogno di sognatori concreti ed ambiziosi che contribuiscano con le loro idee a migliorare la nostra società, a renderla più inclusiva ed accogliente.

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FABRIZIO BAVARESE CINEMA PER SORDI

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2 commenti su “Fabrizio Savarese: il progetto di una sala cinematografica per sordi”

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