Come coltivare la fantasia dei bambini? Leggi e condividi 4 proposte di gioco per imparare a divertirsi con le parole.

Nella tua infanzia, avevi un codice segreto? Hai mai inventato una parola magica per gioco? Io sì e soltanto dopo ho scoperto che si può coltivare la fantasia dei bambini, insegnando loro a giocare con le parole e ad usare la creatività.
Inventare storie significa imparare le regole della propria lingua per poterle sovvertire. Un bambino che racconta si concentra per seguire una logica narrativa, presta attenzione alle reazioni dell’ascoltatore e usa le parole per entrare ed uscire dalla finzione. Immagina, crea, entra in relazione, gioca e scopre un modo inatteso di imparare cose nuove.

Ecco 4 giochi per coltivare la fantasia dei bambini

L’ipotesi fantastica

Formula la domanda che cosa succederebbe se … e scegli casualmente un soggetto e un predicato. Questo accoppiamento insolito produrrà l’ipotesi sulla quale lavorare. Ecco alcuni esempi: che cosa succederebbe se la Sicilia perdesse i bottoni? Che cosa succederebbe se una tigre bussasse alla vostra porta all’ora del tè?

Il prefisso arbitrario

Usa un prefisso per trasformare il senso di una parola, ad esempio uno stemperino potrebbe servire a far la punta alle matite. Con i prefissi più diffusi come bis, tris, anti, dis, micro e maxi possono nascere tante nuove parole con cui giocare: bispenna, trinocolo, antiombrello o microippopotamo.
Deformare le parole può essere un gioco molto utile, per aiutare i bambini ad usarle come materia plasmabile. In questo modo si mettono alla prova le regole, si esplora la flessibilità della grammatica e si inventa un lessico spiritoso.

Il collage surrealistico

Ritaglia parole e immagini da giornali, riviste e vecchi libri per provare a comporre una storia surreale. Ti stupirai del fatto che si possono comporre interi poemi, magari senza senso, ma non senza fascino sminuzzando vecchi testi con un paio di forbici. Una buona abitudine da far riscoprire ai bambini è collezionare ritagli da conservare in “una scatola magica” e tirar fuori all’occorrenza per creare un collage surrealistico di immagini e parole.

Il tandem narrativo

Questo è un gioco da proporre a due o più bambini. Usa un foglio grande al centro del tavolo e chiedi a ciascuno di disegnare qualcosa sulla sua porzione. Se i bambini sono piccoli, assegna ad ognuno un piccolo compito: ad esempio il primo disegnerà il suo frutto preferito, il secondo un insetto, il terzo un fiore. Non dare indicazioni troppo precise, ma soltanto quelle necessarie ad avviare il gioco.
In un secondo momento chiedi ai bambini di scambiarsi i posti e di arricchire il disegno del compagno. Quando saranno soddisfatti dell’illustrazione collettiva, il bambino più piccolo, usando il disegno, comincerà a raccontare una storia, che dovrà proseguire il compagno. Non è importante che il disegno sia bello oppure che la storia sia ben argomentata, ma ciò che conta è il processo di collaborazione. Da un punto di vista pedagogico, in questo gioco il bambino dovrà prestare ascolto e attenzione al lavoro dell’altro, confrontarsi con lui e partecipare ad un racconto condiviso.

Quale di questi giochi ti piace di più?

In copertina al post trovi un mio scatto del Libro puzzle dei sogni dedicato a Il Piccolo Principe, edito da Bompiani. Se ti interessa ti lascio QUI il link. Se questo articolo ti è utile, metti un like e condividilo. Io ti aspetto il martedì e il giovedì sul blog e tutti i giorni sui social di Gatta Buia Lab.


Riferimenti

  1. Gianni Rodari, Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie, Piccola Biblioteca Einaudi, Torino 2001.
  2. Gianni Rodari, Esercizi di Fantasia, Editori Riuniti, Roma 1983.

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