Sbagliare è davvero così pericoloso? Secondo Gianni Rodari, giocare con gli errori ridimensiona l’ansia e migliora l'autostima dei bambini.

Nell’efficienza della nostra quotidianità non ammettiamo errori, né da grandi, né da bambini. Ma sbagliare è davvero così pericoloso? Secondo Gianni Rodari, giocare con gli errori ci aiuta a ridimensionare l’ansia di incompetenza e migliora la nostra autostima.

 Perché è utile giocare con gli errori

Scrive Rodari: «Da un lapsus può nascere una storia, non è una novità. Se battendo a macchina un articolo, mi capita di scrivere “Lamponia” per “Lapponia”, ecco scoperto un nuovo paese profumato e boschereccio: sarebbe un peccato espellerlo dalle mappe del possibile con l’apposita gomma; meglio esplorarlo, da turisti della fantasia».

Gli errori di bambini e bambine ci suggeriscono le loro difficoltà pratiche ed emotive. Di conseguenza, l’atteggiamento degli adulti può consentire il superamento di questi ostacoli o innescare la paura di sbagliare, l’ansia da prestazione o il timore di non essere sufficientemente bravi.

Alcuni errori sono creazioni autonome di cui i bambini si servono per assimilare e sfidare una realtà sconosciuta. Pensa ad esempio agli ipercorrettismi, cioè all’applicazione di una regola generale in un contesto inappropriato: ad esempio dicere invece di dire, prendò invece di prese, vieno invece di vengo. Il bambino sta coniugando i verbi secondo una regola assimilata, escludendo le eventuali eccezioni. In questo caso l’errore non è dovuto ad una mancata informazione, bensì alla sua meticolosa applicazione. Sgridare il bambino e correggerlo severamente è inefficace, meglio stimolarlo a far pratica ripetendo a voce alta la forma corretta, offrendogli un esempio concreto o leggendogli una storia.

Come comportarsi quando un bambino sbaglia

Imparare a giocare con gli errori serve ad attribuire loro il giusto valore. Questo non significa liquidare con sufficienza le scorrettezze – anche perché potrebbe generare confusione – ma spiegare ai bambini che gli errori capitano e talvolta possono essere divertenti.

Tra l’altro – come ci ricorda Gianni Rodari – in alcune circostanze ridere degli errori è un modo per distaccarsene. Le cose giuste esistono soltanto in contrapposizione con quelle spagliate e per un bambino non è sempre semplice distinguerle. Inoltre, non è detto che quello che gli adulti reputano corretto per sé, lo sia anche per i bambini.

Quando un bambino sbaglia a pronunciare o a scrivere una parola, possiamo sfruttare il suo errore in modo creativo e proporgli di inventare una storia. Questa strategia lo aiuterà a ricordare meglio e ad evitare di ripetersi.

In ogni errore c’è una storia

Una parola scritta senza acca quale significato nasconderà? Un cuore con la q sarà malato? L’ago di Garda pungerà il naso alla luna? La quantità degli errori non determina a prescindere la bravura e la competenza di un bambino, quindi vale anche in questo caso la regola d’oro di non giudicare mai una persona dai suoi errori.

Un errore può rivelare verità nascoste e, quindi, rispettiamo i bambini ridendo con loro e non di loro, comprendendone anche quei sentimenti di incompetenza o frustrazione. Da un errore può nascere un gioco e, quindi, si può imparare qualcosa di nuovo. Come direbbe Rodari, adesso sappiamo che sbagliando si inventa!

E tu, sei severo con te stesso quando commetti un errore? E come ti comporti con gli errori degli altri?

Nel prossimo post, ti descriverò 5 giochi da fare con i bambini per inventare storie. Intanto se questo articolo ti è utile lasciami un like e condividilo, io ti aspetto solitamente ogni martedì e giovedì sul blog e tutti gli altri giorni sui social di Gatta Buia Lab.


Riferimenti Bibliografici

  1. Gianni Rodari, Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie, Piccola Biblioteca Einaudi, Torino 2001.
  2. Gianni Rodari, Esercizi di Fantasia, Editori Riuniti, Roma 1983.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.