La grande fabbrica delle parole (Titolo originale: La grande fabrique de mots) è un albo scritto da Agnès De Lestrade e illustrato da Valeria Docampo, edito in Italia da Terre di Mezzo nel 2010.

La grande fabbrica delle parole (Titolo originale: La grande fabrique de mots) è un albo scritto da Agnès De Lestrade e illustrato da Valeria Docampo, edito in Italia da Terre di Mezzo nel 2010. Consigliato dai 4 anni.

Gli autori

Agnès De Lestrade, classe ’64, è una scrittrice e giornalista francese eclettica. Scrive principalmente per bambini e ragazzi, organizza laboratori di scrittura e progetta giochi da tavolo. Tra i suoi capolavori, ti segnalo Domani inventerò e Il bambino che mangiava le nuvole.

Valeria Docampo è un’illustratrice di origini argentine che attualmente vive in Francia. Laureata in Graphic design e visual communication all’Università di Buenos Aires, prima di intraprendere la sua carriera artistica, ha insegnato illustrazione. Dal 2006 si occupa principalmente di illustrazione per l’infanzia, mixando abilmente tecniche tradizionali e strumenti digitali. Tra i suoi capolavori, ti segnalo questa incantevole versione di Il piccolo principe – raccontato da Agnès De Lestrade ed edito da Terre di Mezzo – e La valle dei mulini.

La storia

Nel paese della grande fabbrica delle parole, le persone non parlano mai perché per pronunciare le parole, bisogna comprarle e inghiottirle. Le parole più importanti, però, costano molto e non tutti possono permettersele. Philéas riesce a catturare tre parole con il suo retino con l’intento di conservarle per una persona preziosa. L’indomani, infatti, è il compleanno di Cybelle, una bambina di cui è innamorato.

Oltre la storia

Le illustrazioni mostrano scenari rugginosi in cui grigi e marroni impattano con il rosso delle emozioni. Un rosso che appartiene principalmente ai bambini. Le geografie dello “strano paese” sono caratterizzate dall’alternanza dei palazzi silenziosi con il macinio della grande fabbrica.

Per comprendere l’accuratezza dei personaggi, osserva Oscar, il bambino ricco che corteggia Cybelle: sebbene abbia comprato un’intera frase d’amore, è dotato di minore espressività di Philéas che non può parlare, ma usa tutto il suo corpo per esprimere i suoi sentimenti.

Il testo è accurato non solo nella poetica dei contenuti, ma anche nei giochi di lettering e nella scelta delle font.

Ci piace perché

Il libro racconta una storia dolcissima con delicatezza e profondità, spingendoci a riflettere sul peso delle parole in una società in cui scorrono velocemente, sprecando il loro significato più profondo. Le parole sono preziose e ancora più preziosa è la modalità in cui le esprimiamo: gli sguardi, i sorrisi, i gesti che attribuiscono significato e valore sia a ciò che diciamo che ai nostri silenzi.

Concludo con una citazione del libro:

“A Philéas non rimane che una parola sola. L’ha trovata molto tempo fa in un cassonetto, in mezzo a centinaia di carabattole e fichi secchi. È una parola che ama molto. La teneva da parte per un giorno speciale. E quel giorno speciale è arrivato.”

Amo moltissimo questo libro, e tu? Lo hai letto? Piace ai tuoi bambini? Fammelo sapere in un commento e se questo post ti è utile, lasciami un like e condividi.

Ti auguro sogni allegri e inaspettate avventure, Ines


Riferimenti

  • Autori: Agnès De Lestrade e Valeria Docampo
  • Titolo originale: La grande fabrique de mots
  • Copertina flessibile: 40 pagine
  • Casa Editrice e anno: Terre di Mezzo, 2010
  • ISBN-10: 8861891551
  • ISBN-13: 978-8861891555

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