Le torce racconta-storie sono un utile strumento di gioco per favorire la capacità d’ascolto, la concentrazione del bambino, il contatto affettivo con l’adulto e lo sviluppo delle competenze comunicative.

Le torce racconta-storie: che cosa sono e come funzionano

Le torce racconta-storie sono lampade che proiettano illustrazioni, grazie all’inserimento di un disco di plastica con micro-diapositive in sequenza e la possibilità di regolarne la messa a fuoco. Ne esistono di molti tipi, ma le più famose sono quelle di MOULIN ROTY, storico atelier francese che dal 1972 realizza giocattoli artigianali e abbigliamento per bambini.

Come hai visto nel POST 5 principi per migliorare la comunicazione adulto-bambino, le interazioni sociali sono la radice dello sviluppo linguistico e i più piccini imparano attraverso la partecipazione emotiva e lo scambio comunicativo con l’adulto. Alla luce di queste considerazioni, le torce racconta-storie rappresentano un utile strumento di gioco per favorire la capacità d’ascolto, la concentrazione del bambino, il contatto affettivo con l’adulto e lo sviluppo delle competenze comunicative.

I vantaggi delle torce racconta-storie

La narrazione è sempre un momento privilegiato della relazione adulto-bambino, ma quando l’ascolto avviene al buio le emozioni si amplificano, si abbassano le difese e le storie diventano più suggestive. La narrazione è un gioco prezioso anche durante la routine serale. Innanzitutto l’adulto arricchisce la propria competenza ludica – mettendosi in gioco – e riscopre il proprio sé infantile. D’altro canto, il bambino connette immagini e suoni, acquisisce parole nuove e sviluppa l’immaginazione.

Secondo lo psicologo Jerome Bruner, la costruzione dell’identità e della nostra storia personale dipendono proprio dal pensiero narrativo, cioè dalla capacità umana di creare coerenza dal caos. Ascoltare storie fin dalla più tenera età, quindi, contribuisce a migliorare l’empatia e l’autostima di bambine e bambini.

Intorno ai due anni, i bambini apprezzano le storie che li aiutano a sviluppare capacità verbali e cognitive, come ad esempio la capacità di fare previsioni sul rapporto di causa-effetto. Le storie sono un potente mezzo per scomporre e ricomporre la realtà, per conoscere ciò che è nuovo e che diventa familiare attraverso la narrazione. Grazie all’identificazione nel personaggio, le storie forniscono la possibilità di educare alle emozioni e di acquisire sicurezza anche in momenti difficili.

Come si gioca?

  1. Per evitare di suscitare ansia nei più piccoli, puoi giocare in penombra e non al buio. Le torce racconta-storie si adattano anche alla prima infanzia perché le immagini sono semplici e ripropongono scene di immediata interpretazione e comprensione.
  2. Un secondo elemento importante di questo gioco è la riduzione del rumore di sottofondo, che favorisce il rilassamento e trasforma il racconto in una narrazione di relazione, cioè un momento di cura, attenzioni e sintonia tra genitore e bambino. Tenere basso il livello del rumore non è importante solo per lo sviluppo linguistico ma anche per creare una sorta di decompressione dal quotidiano e favorire il sonno.
  3. Con la luce notturna accesa, la tv spenta e il tuo corpo accanto a quello del tuo bambino, accendi la torcia e comincia a descrivere l’immagine. Lascia che si incuriosisca e ponigli delle domande in modo tale che si concentri sulla storia: come si chiamerà questo personaggio? Dove sarà finita la sua mamma? Cosa pensi stia facendo? Cosa credi succederà?
  4. Anche se non sa ancora parlare bene, presta attenzione ai suoi atteggiamenti e accogli con entusiasmo la sua partecipazione.

Per concludere ti lascio con una citazione di Bruno Munari che contiene a mio avviso le caratteristiche indispensabili a comprendere l’importanza di raccontare storie.

Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di se per tutta la vita,
vuol dire conservare la curiosità di conoscere,
il piacere di capire, la voglia di comunicare.
Bruno Munari.

La narrazione è uno strumento potente che accompagna la crescita, sollecitando la curiosità, il piacere nella comprensione del mondo e il desiderio di apprendere. Conosci le torce racconta-storie? Come le usi per giocare con il tuo bambino? Raccontamelo in un commento e se pensi che questo post sia utile, lasciami un like e condividilo con #gattabuialab.

Ti auguro sogni allegri e inaspettate avventure, Ines

Riferimenti bibliografici

  1. Luigia Camaioni e Paola Di Blasio, Psicologia dello sviluppo, Il Mulino, 2002 Bologna.
  2. Elinor Goldschmied e Sonia Jackson, Persone da zero a tre anni, Edizioni Junior, Parma 2011.
  3. Lucia Lumbelli (a cura di), Pedagogia della comunicazione verbale, Franco Angeli, Milano 2007.

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