Ecco la recensione di Cornabicorna, un albo illustrato di Magali Bonniol e Pierre Bertrand, edito da Babalibri. Cornabicorna è il nome della strega che mangia i bambini schizzinosi, ma Pietro non ha intenzione di cedere e non ha paura delle streghe.

Cornabicorna è un albo illustrato pubblicato in Francia nel 2003 e tradotto in italiano nel 2012 da Federica Rocca per Babalibri. L’anno successivo vince il Premio Nati per leggere grazie ad una giuria di 4.000 bambini che spiazzano ogni previsione.

Gli autori

L’illustratrice è Magali Bonniol, classe ’76, diplomata alla Scuola di Belle Arti di Marsiglia e ispirata da Tove Jansson nelle sue linee pulite e nel suo stile minimalista.

L’autore è Pierre Bertrand, educatore che dedica parte del suo percorso professionale ai bambini con disturbi psichici. Proprio lavorando con loro, si accorgerà del potere della narrazione e comincerà ad usare le storie come strumenti terapeutici. Attualmente si definisce un cantastorie e attraversa la Francia affascinando grandi e piccini con le sue narrazioni.

La storia

Cornabicorna è il nome di una strega che mangia i bambini schizzinosi. Il libro si apre con una scena familiare a molti genitori: Pietro è seduto a tavola imbronciato perché non vuole assaggiare la minestra. Sebbene i familiari provino a convincerlo, il bambino si rifiuta categoricamente, esibendo il suo disappunto anche con la comunicazione non verbale: mette i piedi sul tavolo, incrocia le braccia e si arrampica sulla spalliera della sedia.

Quando il braccio di ferro tra adulti e bambino diventa snervante, il padre cede alla minaccia più vecchia del mondo e gli racconta che a mezzanotte la strega Cornabicorna va a trovare i bambini capricciosi e li spaventa così tanto che il giorno dopo manderanno giù anche la zuppiera. Pietro non si lascia intimorire e quando durante la notte vedrà un’ombra brutta, grassa e pelosa ingaggerà con lei una vera e propria gara di astuzia con un finale inaspettato.

Oltre la storia…

Cosa fare quando i bambini non vogliono mangiare? L’ostinato “nooo, non voglio!” di Pietro è fin troppo familiare a tutti i genitori che cominciano a leggere la storia e che si aspettano un epilogo moralistico. La verità però è ben diversa: a Pietro la minestra non piace, non ha intenzione di cedere ai ricatti dei genitori e soprattutto non ha paura delle streghe. La caparbietà del bambino sfiancherà anche la fattucchiera che dovrà accontentarsi di un duello all’ultima parolaccia, così fantasioso e irriverente da far ridere a crepapelle i piccoli lettori.

Ci piace perché…

L’intera collana di Cornabicorna è oggetto di pareri discordanti, poiché genitori ed educatori non condividono l’impostazione irriverente della storia e la vittoria sfacciata di Pietro. A mio parere questo albo ha il pregio di mettere in discussione il punto di vista degli adulti senza entrare nel merito di ciò che è giusto o sbagliato, trasformando il braccio di ferro tra genitori e figli in uno scontro fantasioso e divertente. Spesso è inutile assumere un atteggiamento irremovibile e minaccioso nei confronti dei capricci dei bambini, basta prendersi meno sul serio ed imparare ad affrontare i momenti critici con maggiore leggerezza. I bambini sono attratti dalla figura di Pietro mentre per una volta gli adulti indossano i panni dei più piccoli e ricordano di quando rifiutavano la minestra.

Dai, non mi dire che tu da bambino mangiavi tutte le verdure? Scommetto che come me, quando tuo figlio non vuole mangiare diventi verde di rabbia come Cornabicorna e speri di intimorirlo con la voce grossa oppure gli prometti un dolcetto nella speranza di corromperlo. Hai mai provato invece a prenderti meno sul serio e a giocare con lui anche a tavola?

Ti auguro sogni profondi ed inaspettate avventure, Ines


RIFERIMENTI

Ti segnalo anche gli altri libri della serie:

  1. Cornabicorna contro cornabicorna
  2. Ops! Ho ingoiato Cornabicorna!
  3. La vendetta di Cornabicorna

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