Oggi in Gatta Buia Lab la dott.ssa Ersilia Chiariello ci propone un gioco per scoprire insieme ai bambini il rapporto tra corpo ed emozione.

Oggi in Gatta Buia Lab la dott.ssa Ersilia Chiariello ci propone un gioco per scoprire insieme ai bambini il rapporto tra corpo ed emozione. Ecco il suo articolo.

Corpo ed emozioni: una premessa

Come direbbe J. Le Doux, «Ognuno sa che cos’è un’emozione finché gli si chiede di definirla». Le attività mentale e i processi di pensiero sono diffusi in tutto il corpo. A tutti gli effetti abbiamo due menti, una che pensa e l’altra che sente: entrambe interagiscono per costruire la nostra vita e nella maggior parte dei casi lavorano in sintonia. Ma non è così semplice riconoscere e gestire le emozioni ed ascoltare il proprio corpo.

Come allenare il corpo alle emozioni?

Con il gioco. L’allestimento di laboratori che sostengono varie forme di gioco rappresenta uno strumento utile per insegnare ai bambini a conoscere il proprio corpo e identificare le emozioni. I laboratori sono spazi di gioco caratterizzati dall’uso di specifici linguaggi, materiali, strumenti e metodologie di lavoro in cui l’adulto ha la funzione di animatore, propone, stimola e crea un clima di libera sperimentazione.

Bambini e bambine giocando esprimono emozioni e accendono il proprio vissuto emotivo. Per questa ragione è opportuno prevedere anche nella scuola di base un setting in cui possano imparare a riconoscere le emozioni attraverso il gioco spontaneo e favorire la libera espressività.

Cosa dire ai bambini per educarli alle emozioni?

  1. Le emozioni hanno un nome: parla liberamente delle tue emozioni, interessati a ciò che prova e definitele insieme.
  2. Le emozioni hanno un volto: nel senso che influenzano le nostre espressioni facciali e alternano il corpo.
  3. Le emozioni hanno un peso: non esistono emozioni giuste o sbagliate ma la reazione a ciò che proviamo influenza in nostro comportamento.

Una proposta di gioco per distinguere sensazioni ed emozioni

Di seguito ti suggerisco una proposta di gioco ispirata al libro Giochi e attività sulle emozioni, Nuovi materiali per l’educazione razionale-emotiva di Mario Di Pietro e Monica Dacomo, da fare a scuola o a casa per bambini a partire dai 6 anni, con l’obiettivo di insegnare loro la distinzione tra sensazioni fisiche ed emozioni. In una classe dividi i bambini in due squadre, a casa adulti e bambini possono giocare insieme.

  1. Disegna una sagoma umana con un cuore su un cartellone ed attaccala al muro.
  2. Distribuisci ai partecipanti alcuni bollini adesivi e se ci sono due squadre usa colori diversi.
  3. Prepara una lista di sensazioni del corpo e sensazioni del cuore. Ecco alcuni esempi di sensazioni del corpo che puoi proporre: ho freddo, ho prurito, sono sazio, mi tremano le gambe, etc. Per le sensazioni del cuore puoi usaresono triste, provo imbarazzo, sono meravigliato, sono allegro, etc.
  4. Ogni volta che leggi una frase, il bambino deve correre fino al cartellone e decidere dove attaccare il bollino.

Se sei un’insegnante puoi discutere delle scelte dei bambini in un circe time, se sei un genitore ragiona con tuo figlio sulle questioni emerse durante il gioco. Ad esempio chiedigli: Qual è la principale differenza tra le sensazioni del corpo e quelle del cuore? Sono più dolorose le sensazioni del corpo o quelle del cuore? Cosa si può fare per diminuire certe sensazioni del cuore?

Analizza con esempi pratici tutte le sensazioni del cuore dolorose, mostrando il peso e l’influenza delle emozioni negative. Questo input serve per far riflettere sul dispiacere, sul rammarico, sulla delusione di alcuni eventi negativi della vita, comprendendo quanto una sensazione del cuore possa essere più dolorosa di quella del corpo.

In conclusione 

Occorre trovare una soluzione insieme ai bambini, aiutarli a gestire le emozioni, guidarli verso un equilibrio interiore quasi perfetto tra il mondo interno e il mondo esterno, sostenerli nei vari tentativi di sperimentazione emotiva. L’educazione emozionale è un processo spesso sottovalutato, che dura tutta la vita e da cui non si può prescindere per vivere in armonia con se stessi e con gli altri.

Riferimenti

  • Albanese O., Farina E., Grazzani Gavezzi I. (2008). La competenza emotiva e la comprensione delle emozioni. Milano: Unicopli.
  • Anolli L. (2002), Le emozioni, Unicopli, Milano.
  • Manuzzi, P. (2002). Pedagogia del gioco e dell’animazione. Milano: Angelo Guerini e Associati SpA.

Se hai domande o ti occorre un consiglio dalla dott.ssa ERSILIA CHIARIELLO, scrivimelo in un commento, usa #gattabuialab sui social oppure inviami un messaggio anonimo con gattabuialab.Sarahah.com.

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