L’esperienza del cibo e la routine del pasto sono processi emotivi e relazionali. Ecco 8 regole per organizzare la routine dei bambini.

L’esperienza del cibo e il consolidamento della routine del pasto non riguardano soltanto la salute della persona, ma sono processi emotivi e relazionali.

Nel POST 4 consigli per insegnare al bambino a mangiare da solo, ti ho suggerito le strategie pratiche per favorire l’autonomia dei piccoli commensali. Qui ti propongo 8 regole nell’organizzazione del pasto per determinare un clima sereno e ridurre le frustrazioni di adulti e bambini.

1. La preparazione

Anche se piccolo, indica l’orologio e digli che è ora di pranzo, bisogna spegnere la TV e lavarsi le mani. Il tuo obiettivo è distendere l’eccitazione dei momenti di gioco che precedono il pasto e creare un’abitudine.

Se sa camminare chiedigli di aiutarti ad apparecchiare, assegnandogli semplici istruzioni come portare i tovaglioli, le sue posate e il suo bicchiere. Ovviamente evita oggetti fragili e appuntiti con cui potrebbe farsi male. Imparerà gradualmente a svolgere compiti più complessi e si sentirà attivo nella preparazione.

2. La prevedibilità

A tavola si sta seduti insieme e gli adulti danno il buon esempio. L’incertezza genera confusione, quindi il bambino deve sapere qual è il suo posto. Tieni a portata di mano qualche posata in più, uno strofinaccio e tutto l’occorrente per evitare di alzarti continuamente e innescare quel frenetico effetto catena di montaggio che diventa l’occasione perfetta per i piccoli disastri.

3. La giusta posizione

La sua seduta deve garantirgli una posizione comoda e un’ottima visuale. Non allontanarlo dal tavolo anche se il seggiolone ha il vassoio. Inoltre assicurati che il suo viso non sia troppo vicino al piatto, altrimenti avrà difficoltà a maneggiare il cucchiaio perché non flette ancora bene il polso.

4. Limitare le attese

Un’organizzazione ideale limita i tempi di attesa per rendere la routine del pasto un rito piacevole da condividere con l’adulto, malgrado comporti delle limitazioni al movimento. I bambini più piccoli non riescono a star seduti a tavola perché – come ti ho accennato nel POST sul gioco senso-motorio – il movimento rappresenta uno strumento attraverso il quale conoscere il proprio corpo ed esplorare l’ambiente. Fa’ accomodare il bambino solo quando è effettivamente pronto e versagli nel piatto una piccola quantità di cibo, in modo che si raffreddi prima e che possa subito cominciare a mangiare.

5. Il cibo e l’acqua

Le mani precedono l’uso delle posate e il bambino dovrà sentirsi libero di mangiare qualsiasi cosa riesca ad afferrare. Anche se lo imbocchi, proponigli un cucchiaio di apprendimento così eserciterà l’abilità d’uso.

L’acqua deve essere sempre a disposizione soprattutto se tuo figlio non sa parlare. È bene che il bicchiere sia di plastica con base larga. Offrigli una piccola quantità alla volta e appena riuscirà a versarsi da bere autonomamente, incoraggialo a farlo. Quando avrà finito, appoggerà il bicchiere sull’orlo del tavolo, con pazienza ricordagli ogni volta di spostarlo.

6. Rispetta i suoi tempi

Non porgergli un altro boccone se ha la bocca piena ma rallenta il ritmo del pasto. I bambini più ghiotti tenderanno a mandare giù il cibo troppo in fretta  e – senza volerlo – gli insegnerai un’abitudine scorretta, difficile da correggere. I bambini più pigri, invece, saranno sopraffatti dall’impazienza dell’adulto e tenderanno a rifiutare altri bocconi.

7. La colazione e la merenda

In altri momenti della giornata come ad esempio a colazione oppure a merenda, la durata più breve del pasto ti consentirà di condurre questa esperienza in modo più disteso. Non trascurare i pasti secondari, ma sfrutta questi momenti più brevi per consolidare la routine, insegnargli a star seduto e a magiare da solo. Approfittane per scherzare con lui, ascoltarlo e coccolarlo e ricordati che le buone abitudini si costruiscono con l’esercizio.

8. Come proporre cibi nuovi

I capricci dei bambini a tavola ci snervano, ma se li affronti con serenità e senza cedervi, tenderanno a ridursi drasticamente nel tempo. È possibile che tuo figlio accetti gusti e consistenze non familiari, se gliene offri una piccola quantità, se la assaggerai per prima e soprattutto se vedrà altri bambini mangiare con gusto. Ecco svelato il mistero del perché il bimbo a scuola mangia di più: come capita anche agli adulti, si fida di più di un suo pari che non delle imposizioni della mamma. Ricordati che se sarai tu per prima a dargli il buon esempio sarà più immediato per lui interiorizzare le buone pratiche dell’alimentazione.

Nel PROSSIMO POST ti parlo del libro Anche i fagiolini vanno nello spazio, ma prima mi piacerebbe conoscere la tua esperienza. Come gestisci la routine del pasto? Raccontamelo in un commento e se il post ti è utile, lasciami un LIKE e condividilo con i tuoi amici.

Ti auguro sogni profondi e inaspettate avventure, Ines


 Riferimenti bibliografici

  1. Luigia Camaioni e Paola Di Blasio, Psicologia dello sviluppo, Il Mulino, 2002 Bologna.
  2. Elinor Goldschmied e Sonia Jackson, Persone da zero a tre anni, Edizioni Junior, Parma 2011.

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