4 strategie educative per insegnargli a mangiare da solo.

Le conquiste del secondo anno di vita del bambino

Nei primi due anni, la totale dipendenza di bambini e bambine dall’adulto si riduce progressivamente grazie allo sviluppo di 4 abilità: la capacità del movimento e della manipolazione, la possibilità di mangiare da solo, l’evoluzione del linguaggio e il controllo degli sfinteri.

Negli ultimi anni, le scienze educative concordano nell’escludere che lo sviluppo sia una semplice successione di fasi, bensì un processo sistemico che tiene conto di contesto e relazioni. Questa visione ci permette di considerare ogni bambino nella sua unicità e di evitare paragoni. Come abbiamo visto nel FOCUS PEDAGOGICO La Pedagogia del gioco: dalla nascita ai primi passi, lo sviluppo non è una gara e bisogna sempre rispettare i tempi di ciascun individuo. Analizzare i progressi infantili non serve ad appuntare un’etichetta, ma ad offrire una varietà di stimoli che soddisfi le nuove esigenze.

Abilità di movimento e manipolazione

Ti ho già parlato di questa abilità nei post I PRIMI PASSI DEL BAMBINO e IL GIOCO SENSO-MOTORIO. Una volta che un bambino ha imparato a muoversi carponi, conquista la sensazione del posso fare tutto da solo, sperimentando libertà e autonomia. In questo periodo, però, non ha ancora il senso del pericolo e la sua poca prudenza è snervante per chi se ne prende cura.

L’alimentazione

Dai 10 ai 24 mesi, il bambino passa dalla completa dipendenza dall’adulto alla possibilità di mangiare da solo. L’ansia dell’accettazione dei nuovi sapori può creare tensioni perché si scontra con nuovi ritmi e richieste. Il bambino desidera soddisfare il suo appetito in modo diretto e piacevole.

L’esperienza dell’alimentazione deve essere condotta dall’adulto in un clima di serenità con poche e semplici regole, perché il rapporto con il cibo influenza l’immagine che il bambino avrà di se stesso. Le routine dell’alimentazione sono momenti relazionali, significativi per lo sviluppo psico-fisico e condizionati dal legame con l’adulto. Il tuo atteggiamento e la capacità di gestire questo momento in modo spensierato sono determinanti per consolidare le buone abitudini alimentari.

Non sono un pediatra, dunque non mi permetto di darti consigli sull’alimentazione, ma posso suggerirti 4 buone pratiche per insegnargli a mangiare da solo e per affrontare serenamente questo percorso.

4 consigli per insegnare al bambino a mangiare da solo

  1. Permetti al bambino di essere attivo durante il pasto e di usare le dita. Questo consiglio ti sembrerà paradossale e probabilmente ti stai chiedendo: come faccio ad insegnargli ad usare le posate se gli permetto di mangiare con le mani? L’importanza che la nostra cultura attribuisce alla capacità di usare il cucchiaio il prima possibile può essere stressante per genitore e figlio, quindi la prima cosa utile da sapere è che non c’è fretta. In secondo luogo, il bambino non sarà obbligato ad aspettare l’aiuto e il controllo dell’adulto e potrà gestire tempi e bocconi.
  2. Quando inizi ad imboccarlo, offrigli un secondo cucchiaio con cui esercitare la sua abilità d’uso. Non innervosirti se il cibo non finisce in bocca, ma attrezzati di conseguenza. Usa una postazione sgombra e facile da pulire, una ciotola non ventosa difficile da rovesciare e versa una piccola quantità di cibo alla volta per ridurre gli sprechi. Usa un cucchiaio di apprendimento, congegnato per favorire l’autonomia del piccolo commensale.
  3. Anche se il bambino mangia in orari diversi dagli adulti, è importante che partecipi al rito del pasto. A tavola si sta seduti insieme e gli adulti offrono il buon esempio.
  4. Anche se tuo figlio non sa parlare, sono certa che sai indovinare quando ha fame o sete. Anticipare costantemente le sue richieste non è sempre un vantaggio, soprattutto a questa età. Per favorire la sua autonomia, metti il suo bicchiere in un punto della stanza dove possa raggiungerlo da solo con il tuo controllo.

Nel prossimo post, approfondirò la routine del pasto, ma prima mi piacerebbe conoscere la tua esperienza. Come gestisci le richieste di indipendenza di tuo figlio? Raccontamelo in un commento e se post ti è utile, lasciami un LIKE e condividilo con i tuoi amici.

Ti auguro sogni profondi e inaspettate avventure, Ines


 Riferimenti bibliografici

  1. Luigia Camaioni e Paola Di Blasio, Psicologia dello sviluppo, Il Mulino, 2002 Bologna.
  2. Elinor Goldschmied e Sonia Jackson, Persone da zero a tre anni, Edizioni Junior, Parma 2011.

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