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A proposito di pedagogia del gioco, oggi in Gatta Buia Lab ospito il dott. FRANCESCO MANDIELLO, educatore, formatore ed esperto in educazione al movimento, Biblioterapia, Fiaboterapia e uso delle narrazioni. Leggi la sua BIO nella sezione ESPERTI. Ecco il suo post di approfondimento sulla risoluzione dei conflitti durante il gioco.


Come risolvere i conflitti con il gioco: 4 buoni propositi da insegnare ai bambini del dott. Francesco Mandiello

Nell’ambito delle scienze educative, il gioco è una strategia valida per garantire una sana introduzione del bambino alla dimensione sociale e culturale, contribuendo alla strutturazione della sua personalità. Il gioco è uno strumento metodologico per la realizzazione di obiettivi di apprendimento motori, affettivi, cognitivi e socializzanti, perché contribuisce al raggiungimento di un equilibrio personale e all’acquisizione di maggiore padronanza nelle relazioni con l’altro.

Con il gioco si possono affrontare problematiche di ogni tipo ed in particolar modo può essere utilizzato per superare il conflitto. Il conflitto è un bisogno naturale dell’uomo e la violenza nasce dall’incapacità di gestirlo o accettarlo.

Attraverso il gioco puoi aiutare il bambino a gestire e superare i conflitti e le emozioni che ne derivano, affinché diventino un’occasione per rinforzare ed energizzare le relazioni, anziché reprimerle.

In un sano conflitto le idee vengono messe alla prova permettendo al bambino di rendersi conto di tutte le ripercussioni che il suo comportamento ha sugli altri. In un conflitto positivo tutti collaborano, creando una vera squadra.

Come possiamo rendere sano un conflitto?

  1. Educa il bambino ad attaccare il problema e non la persona. È importante indirizzare la concentrazione sul problema cercando insieme delle soluzioni alternative per migliorare la situazione che si è creata.
  2. È importante evitare il “io vinco, tu perdi”. Il controllo sull’altro non aiuta il processo di collaborazione, anzi lo indebolisce, gettando le basi per ostilità future.
  3. Durante le situazioni di conflitto è fondamentale incentivare il processo di risoluzione del problema. Molti bambini cercano di evitare i conflitti e questo allontanarsi dal risolvere una situazione di disagio può innescare un risentimento che blocca la cooperazione.
  4. In questa prospettiva, l’obiettivo dell’educazione al gioco è motivare al “vinciamo assieme” indirizzando le parti a prendere coscienza delle necessità dell’altro. In questo modo la relazione tenderà ad essere più energica e stimolante, mantenendo il conflitto - qualora si verificasse - positivo.

Se hai domande o ti occorre un consiglio dal dott. FRANCESCO MANDIELLO, scrivimelo in un commento, usa #gattabuialab sui social oppure inviami un messaggio anonimo con gattabuialab.Sarahah.com. Ti invito a visitare i link del CENTRO PEDAGOGICO ATTIVAMENTE e del CENTRO DI FORMAZIONE CITTÀ DEL SAPERE e la PAGINA FACEBOOK dove troverai news ed eventi nell'ambito delle scienze educative.

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