Il bambino che impara a camminare esercita le sue nuove capacità di movimento, manipolazione e parola. Ecco come gestire le richieste di indipendenza.

Il bambino che impara a camminare esercita con vivacità le sue nuove capacità di movimento, manipolazione e parola. Le pretese di indipendenza rappresentano spesso un problema per noi adulti. Ti è mai capitato che tuo figlio reclamasse di mantenersi in equilibrio su ogni muretto che costeggia il marciapiede? Ecco, ogni gradino diventa un trampolino e ogni catena un’altalena! Un atteggiamento che ci spazientisce ma, se hai letto il post sul GIOCO SENSO-MOTORIO, sai che tuo figlio apprende attraverso il movimento, mettendo alla prova resistenza ed equilibrio.

1. Come gestire le richieste di indipendenza?

Relazionarsi con un bambino ai primi passi richiede molta pazienza e qualche trucchetto: puoi decidere di evitare tutti i muretti del quartiere, trascinarlo via di peso con le tue forze oppure negoziare con furbizia una soluzione che tenga conto del suo punto di vista.

Per evitare crisi di rabbia e tensione quando i tuoi interessi contrastano con i suoi, devi costruire una relazione di fiducia con l’obiettivo di trasmettergli rispetto e comprensione. Ad esempio puoi dirgli: «Hai ragione, questo è un gioco bellissimo, ma puoi provarci una sola volta perché abbiamo fretta». Tuo figlio sicuramente non sarà contento, ma comprenderà che le tue obiezioni hanno un fondamento e il capriccio passerà presto, magari con la promessa di trattenersi più a lungo alla prossima occasione. Attenzione, però, per instaurare una relazione di fiducia reciproca, le promesse vanno mantenute!

2. La fiducia reciproca

Un bambino piccolo ha una percezione del tempo diversa dagli adulti e per invertire le sue intenzioni deve comprenderne le motivazioni. Questo non significa lasciare il bambino a se stesso: troppa libertà può generare ansia e frustrazione, proprio come proibizioni e controlli eccessivi. Come mantenere un efficace equilibrio?

Quando un bambino impara a camminare, assapora un nuovo potere: la liberà di separarsi dalla persona che lo accudisce. Attraverso questo sentimento di indipendenza, scopre nuove emozioni in bilico tra il desiderio di autonomia e la paura dell’allontanamento. Per questa ragione sfida l’adulto con un comportamento in apparenza contraddittorio: prova ad allontanarsi, piange per la separazione, si aggrappa al genitore, lo scaccia e riparte all’avventura.

3. La sicurezza del legame e degli affetti

Per emanciparsi dall’adulto e conquistare una crescente autonomia, il bambino ha bisogno di “una base sicura”, cioè di persone di riferimento coerenti e amorevoli, che abbiano fiducia nelle sue conquiste e che lo incoraggino ad esplorare l’ambiente. Secondo Erik Erikson, la “fiducia di base” è la prima tappa dello sviluppo perché offre al bambino il potere di avventurarsi al di fuori della sua comfort zone e di acquisire nuove conoscenze.

Se pensi che anche da adulti cerchiamo un supporto emotivo per affrontare i cambiamenti, considera quanto è significativo per i nostri bambini interiorizzare la sicurezza del legame e degli affetti, per imparare a tollerare l’incertezza e affrontare nuovi rischi. Avere radici profonde, ci consente di proiettarci con più coraggio verso le sorprese che ci riserva il futuro.

E tu, come gestisci le richieste di indipendenza di tuo figlio? Raccontami in un commento la tua esperienza, intanto se questo articolo ti è utile, lasciami un LIKE e condividilo con i tuoi amici. Ti aspetto ogni settimana sul blog e tutti i giorni sui social.

Ti auguro sogni profondi e inaspettate avventure, Ines


Riferimenti bibliografici

  1. Anna Bondioli, Gioco ed educazione, Franco Angeli, Milano 2008.
  2. Luigia Camaioni e Paola Di Blasio, Psicologia dello sviluppo, Il Mulino, 2002 Bologna.
  3. Elinor Goldschmied e Sonia Jackson, Persone da zero a tre anni, Edizioni Junior, Parma 2011.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.