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Quando bambine e bambini imparano a star seduti e si accorciano i tempi del sonno, arriva il momento di proporre le prime attività di gioco tra cui il cestino dei tesori. Nel PRECEDENTE POST sul Dialogo tonico-fusionale abbiamo visto come il primo gioco del bebè sia il corpo della persona che se ne prende cura: il bambino afferra le dita della mamma, tocca la barba del papà e tira gli occhiali della nonna.

Le routine di cura rappresentano momenti di piacevolezza che il bambino interiorizza già dai primi mesi e dovrebbero alternarsi con momenti di noia, in cui osservare la realtà da un posto tranquillo come un tappeto morbido, e momenti di autonomia, durante i quali giocare anche se non si ricevono attenzioni. Sdraiato sulla schiena, il bebè scopre il proprio corpo portandosi le mani e i piedi alla bocca e comincia il Gioco senso-motorio.

1. Perché usare il cestino dei tesori?

Un bambino che impara a star seduto e non sa ancora gattonare, può sentirsi frustrato e insofferente: se da un lato conquista un’importante tappa dello sviluppo, dall’altro ha bisogno di nuovi stimoli. Il cestino dei tesori gli fornisce una varietà di oggetti d’uso quotidiano scelti per stimolare i 5 sensi e gli garantisce esperienze ricche perché impara a manipolarli, imitando il comportamento degli adulti.

Quali sono i giochi che il tuo bambino preferisce? Sono sicura che svuota i cassetti, indossa le tue ciabatte, tocca il cellulare, ti ruba le chiavi e traffica con pentole e stoviglie. Una volta raggiunta la mobilità, infatti, il bambino preferisce ai giocattoli le cose che tu – che sei il suo principale riferimento – usi.

2. Come si realizza il cestino dei tesori?

  1. Procurati un cestino resistente dal fondo piatto e senza manici. Secondo Elinor Goldschmied, il cestino non dovrebbe essere inferiore a 35 cm di diametro e 12 cm di altezza, così che il bambino possa appoggiarsi senza rovesciarlo.
  2. Riempi il cestino di oggetti che gli offrano l’opportunità di scegliere e selezionare ciò che gli interessa.
  3. Assicurati che  sia seduto su un tappeto morbido, così da evitare che si faccia male se perde l’equilibrio.
  4. Controlla che gli oggetti disponibili siano integri, puliti e abbastanza grandi da non essere ingoiati.
  5. Siediti vicino, ma intervieni solo se il bambino richiede la tua attenzione. Il ruolo dell’adulto è quello di dare sicurezza attraverso una presenza attenta, ma non intrusiva.

3. Quali oggetti scegliere per il cestino dei tesori?

Preferisci oggetti che offrano una variegata esperienza sensoriale per odore, suono, colore, gusto e consistenza, ad esempio:

  1. Oggetti naturali: pigne, ciottoli, conchiglie, zucche essiccate, castagne, piume, noci, pietra pomice, tappi di sughero, spugne naturali, limoni e mele;
  2. Oggetti di materiali naturali: gomitoli di lana, scatoline in vimini, spazzolini da denti, pennelli da barba o da trucco e manici di bambù;
  3. Oggetti di legno: scatole foderate di velluto, sognagli, fischietti, nacchere, mollette per il bucato e rocchetti per il cotone
  4. Oggetti di metallo: posate, fruste e formine per dolci, mazzi di chiavi, specchietto con cornice imbottita (in modo che non possa rompersi), campanelli, catene e infusori per il tè;
  5. Oggetti in cartone, tessuto e gomma: rotoli da cucina, carta oleata, piumino da cipria, pezzi di tubi di gomma, pupazzi di stoffa, palline da tennis e da golf, tappo da vasca con catena, sacchetti di tessuto con lavanda, rosmarino, timo e chiodi di garofano ben cuciti.

Il cestino favorisce la scoperta e la concentrazione, per questa ragione è importante che venga arricchito nel tempo proponendogli nuovi oggetti. Imparando ad esplorare gli oggetti e a prendere decisioni, il bambino realizzerà molte attività: guardare, toccare, afferrare, succhiare, leccare, scuotere, battere, raccogliere, lasciar cadere.

E tu, pensi di realizzare un cestino dei tesori o lo hai già realizzato? Raccontami in un commento la tua esperienza. Nel PROSSIMO POST parleremo dei PRIMI PASSI, intanto se questo articolo ti è utile, lasciami un LIKE e condividilo con i tuoi amici. Scrivimi i tuoi consigli nei commenti, ti aspetto ogni settimana sul blog e tutti i giorni sui social.

Ti auguro sogni profondi e inaspettate avventure, Ines

Riferimenti bibliografici

  1. Anna Bondioli, Gioco ed educazione, Franco Angeli, Milano 2008.
  2. Luigia Camaioni e Paola Di Blasio, Psicologia dello sviluppo, Il Mulino, 2002 Bologna.
  3. Elinor Goldschmied e Sonia Jackson, Persone da zero a tre anni, Edizioni Junior, Parma 2011.

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