Scopri che cos'è il GIOCO SENSO-MOTORIO e condivi 3 strategie pratiche per stimolare un IO-CORPOREO positivo nel tuo bambino.

Oggi ti racconto del GIOCO SENSO-MOTORIO, cioè il gioco che bambini e bambine sperimentano quando cominciano ad avere consapevolezza del proprio corpo e delle proprie azioni, e ti propongo 3 strategie utili per stimolarlo. Come ho scritto nel PRECEDENTE POST, nei primi mesi il neonato non ha cognizione del confine tra sé e l’adulto che si occupa di lui – in particolare la madre – e attraverso il contatto fisico apprende un linguaggio ludico fatto di dondolii e carezze.

1. Che cos’è il gioco senso-motorio

In modo spontaneo e graduale, il bambino esplora il mondo acquisendo una crescente consapevolezza del proprio corpo e mettendo alla prova le sue capacità sensoriali e motorie. Osserva l’ambiente, tocca, tira, lancia, assaggia e strofina gli oggetti, in una continua mediazione tra la sua curiosità e gli ostacoli ambientali.

Se nei primi mesi il suo gioco è caratterizzato da "continuità tonica", cioè dalla ricerca di un movimento morbido e di un contatto rassicurante, dal secondo trimestre comincerà a desiderare una rottura tonica, cioè un maggiore dinamismo nelle braccia dell’adulto e nella manipolazione degli oggetti. Il corpo diventerà il suo principale strumento di gioco, attraverso cui sperimentare rotolamenti, posture, posizioni e saltelli, fino a gattonare e camminare.

Ovviamente lo sviluppo infantile non procede per tappe prestabilite, queste considerazioni ci aiutano a comprendere l’evoluzione secondo una linea generale flessibile: ogni bambino è a sé e bisogna rispettarne i suoi tempi, la sua indole e l’ambiente nel quale vive.

2. Quali benefici comporta il gioco senso-motorio

Il gioco senso-motorio consiste nella ricerca di equilibro e disequilibrio, di tirare e spingere, di saltare e cadere, attività che definiscono l'Io Corporeo del bambino, cioè la percezione delle sue capacità fisiche.

Quando il bambino tocca e manipola gli oggetti, se ne appropria emotivamente e allo stesso tempo mette alla prova la forza e la resistenza del corpo. Se ad esempio si diverte a spingere una sedia, pur non sapendo camminare bene, percepisce quell’oggetto come un prolungamento di sé. Il gioco senso-motorio contribuisce all’affinamento della coordinazione e delle prassie, cioè dei movimenti complessi, migliorando la sua capacità di intervenire sull’ambiente, di usare gli oggetti e trasformarli.

Per comprenderne l’importanza, pensiamo alle sensazioni positive che noi adulti proviamo quando facciamo sport, passeggiamo all’aria aperta o balliamo. Il gioco senso-motorio è capace di liberare la vitalità, di scaricare lo stress e preservare le emozioni positive.

3. Come stimolare il gioco senso-motorio

Imbrigliare il bambino in un ambiente asettico, in cui tutte le porte sono chiuse e tutti i percorsi sbarrati, significa limitare le sue capacità, renderlo pigro, inquieto e insicuro. Per questa ragione è importante che l’adulto non sia troppo apprensivo verso questo desiderio di esplorazione, bensì presti attenzione alla sicurezza del piccolo, cercando di non ridurre troppo il suo raggio d’azione. Se sei troppo ansioso, tuo figlio coltiverà una maggiore insicurezza nelle sue capacità motorie; al contrario se lo lascerai troppo libero, il bambino potrà farsi male, spaventarsi e ritardare l’acquisizione di azioni più complesse.

Puoi trovare un buon equilibrio seguendo 3 semplici strategie:

  1. Non lasciare il bambino da solo e intervieni soltanto in caso di pericolosità;
  2. Stimolalo ad agire autonomamente con frasi positive e incoraggianti, come ad esempio «presta attenzione al gradino; guarda avanti quando gattoni; mantieni l’equilibrio» invece di «attento che cadi; se ti fai male ti do il resto; non toccare; non ti muovere e sta’ fermo».
  3. Lascialo agire all’interno di uno spazio circoscritto e protetto, proponendogli oggetti - preferibilmente di uso quotidiano e di materiali naturali - che siano per lui stimolanti e manipolabili.

A questo proposito nel PROSSIMO POST ti spiegherò come allestire il cestino dei tesori, intanto se questo articolo ti è utile, lasciami un LIKE e condividilo con i tuoi amici. Aspetto i tuoi consigli nei commenti, ti aspetto ogni settimana sul blog e tutti i giorni sui social.

Ti auguro sogni profondi e inaspettate avventure, Ines


Riferimenti bibliografici

  1. Anna Bondioli, Gioco ed educazione, Franco Angeli, Milano 2008.
  2. Luigia Camaioni e Paola Di Blasio, Psicologia dello sviluppo, Il Mulino, 2002 Bologna.
  3. Paola Manuzzi, Pedagogia del Gioco e dell’Animazione, Guerini Studio, Milano 2002.

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