Quando il bambino gioca compie un'esperienza che lo proietta in tempi e contesti diversi e crea un mondo che convive con quello reale.

Giocare è l’esperienza più comune che ci possa capitare. Nel quotidiano – anche quando non ne abbiamo piena consapevolezza – ci capita di giocare con le parole o giocherellare con le dita e spesso usiamo espressioni del tipo mi sto giocando la carriera o l’amore. Con naturalezza, il gioco fa capolino nelle nostre azioni quotidiane con una battuta ironica o un gesto rilassato.

Per i bambini e per gli adulti, giocare è la cosa più semplice da fare, anche quando richiede uno strumento: un mazzo di carte, un giocattolo, un pallone o semplicemente una moneta da lanciare in aria.

Il gioco dei bambini

Il gioco è una disciplina di studio riconosciuta con teorie, metodologie, pratiche ed effetti. Ti sei mai chiesto perché quando giochiamo, torniamo bambini? Nel senso comune, l’idea che ci accompagna è che il gioco è parte integrante delle nostre vite ed è legato all’innocenza, ma se ci rifletti non è sempre così. Se è vero che giocare ci aiuta a sospendere la serietà del quotidiano, in alcune circostanze è un’esperienza di vita, una modalità di porsi nella realtà. Nello specifico, il gioco dei bambini è lo strumento principale per conoscere se stessi e il mondo.

Il gioco come esperienza di vita

Quando il bambino gioca compie un’esperienza di vita che lo proietta in tempi e contesti diversi: finge ad esempio di essere un dottore o di avere un ristorante. Il bambino crea un mondo che convive con quello reale, scivola in un contesto in cui convergono convenzioni, regole e immaginazione. Per questa ragione il gioco dei bambini non è un passatempo, ma rappresenta un vero e proprio progetto di crescita, una metafora del reale e un modello di apprendimento al quale ispirarsi.

Come direbbe il filosofo francese Michel de Montaigne, I giochi dei bambini non sono giochi, bisogna considerarli come le loro azioni più serie.

Ora tocca a te, qual è il gioco preferito del tuo bambino? E il tuo? Fammelo sapere in un commento e se il post ti è utile, lasciami un like e condividilo con i tuoi amici.

Io ti auguro sogni allegri e inaspettate avventure, Ines.


Riferimenti bibliografici

  1. Anna Bondioli, Gioco ed educazione, Franco Angeli, Milano 2008.
  2. Alessandro Dal Lago e Pier Aldo Rovatti, Per gioco, piccolo manuale dell’esperienza ludica, Raffaello Cortina Editore, Milano 1993.

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