La fantasia dei bambini è una risorsa educativa? Come funziona e come alimentarla? Te lo racconto con l'aiuto di Gianni Rodari.

La fantasia può essere considerata una risorsa educativa? Come funziona e soprattutto come possiamo alimentarla? Nel post di oggi, ti spiego con l’aiuto di Gianni Rodari perché la fantasia è una risorsa inestimabile, qual è il suo legame con la creatività e perché valorizzarla nel gioco dei bambini.

Gianni Rodari e la fantasia dei bambini

Nella società contemporanea, l’esercizio della fantasia è considerato secondario rispetto ad altri processi cognitivi come attenzione e memoria. Eppure, come scriveva Gianni Rodari nel 1973, la fantasia dei bambini ci apre le porte di un mondo straordinariamente ricco ma stupidamente emarginato.

La fantasia è la condizione necessaria per adattarsi alla vita quotidiana, appartiene a tutte le età dell’uomo ed ha un’inestimabile funzione creatrice. Giocando con essa, il bambino combina le esperienze per esplorare e sperimentare una realtà nuova, che risponde alle sue curiosità e a suoi bisogni conoscitivi.

Giocare con la fantasia attraverso le storie

La fantasia è un’attitudine che ogni bambino possiede, ma che spesso è imbrigliata in aspettative e ritmi pressanti. Per questa ragione, possiamo coltivarla insieme ai nostri bambini ascoltando e inventando storie. I bambini creativi, infatti, imparano ad affrontare la realtà in modo più flessibile, esercitando la propria inventiva e maturando la propria indipendenza nel mondo.

Gianni Rodari dice: «le fiabe servono alla matematica come la matematica serve alle fiabe. Servono alla poesia, alla musica, all’utopia, all’impegno politico: insomma all’uomo intero e non solo al fantasticatore». La nostra società richiede persone creative, empatiche e resilienti, persone che sappiano affrontare le difficoltà, valorizzare le diversità, curvare i cambiamenti.

Il valore della fantasia in educazione

Fantasia e creatività sono, dunque, due aspetti dello stesso processo cognitivo. Una mente creativa è sempre attiva, solleva problemi, propone soluzioni, rifiuta gli stereotipi e matura indipendenza all’interno di un processo cognitivo ed emotivo che ha sempre una colorazione giocosa. L’apprendimento, infatti, è più efficace se avviene in modo divertente.

Pensaci un attimo: cosa ricordi meglio della tua infanzia? Quali sono le informazioni che hai fatto tue e poi messo in pratica? Per quanto mi riguarda, ricordo bene le canzoni che mi hanno emozionato, i libri che ho divorato, i film che mi hanno stupita, le esperienze che mi hanno divertita, gli indovinelli di mio nonno, il gioco dei numeri primi che faceva mio padre sulle targhe mentre viaggiavamo in automobile. Se ci rifletto, non ricordo quasi nulla di trigonometria perché odiavo il mio professore del liceo e ho completamente rimosso l’esame di linguistica perché era una noia mortale.

Ecco, l’educazione funziona meglio quando fa leva su emozioni positive, leggerezza e interesse, non soltanto perché ricordi le informazioni apprese, ma perché ti arricchiscono e diventano parte di te.

Concludo questo post con una citazione di Gianni Rodari che amo moltissimo e che trovi sulla mia illustrazione in copertina: «Il mondo si può guardare ad altezza uomo, ma anche dall’alto di una nuvola. Nella realtà si può entrare dalla porta principale o – è più divertente – infilarvisi da un finestrino».

Nel prossimo post, continuerò a raccontarti di fantasia e creatività con un approfondimento sul gioco proto-simbolico e simbolico . Intanto se questo articolo ti è utile, lasciami un like e condividilo con #gattabuialab. Io ti aspetto solitamente ogni lunedì e giovedì sul blog e tutti gli altri giorni sui social di Gatta Buia Lab.


Riferimenti bibliografici

  1. Gianni Rodari, Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie, Piccola Biblioteca Einaudi, Torino 2001.
  2. Gianni Rodari, Esercizi di Fantasia, Editori Riuniti, Roma 1983.

 

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