Nel secondo anno di vita, costruire un quaderno fotografico è utile per aiutare bambine e bambini a imparare parole nuove. Ecco come realizzarne uno per accogliere i progressi linguistici senza forzature.

Imparare parole nuove

Nel secondo anno di vita, costruire un quaderno fotografico è utile per aiutare bambine e bambini a imparare parole nuove. Parlare con loro e ascoltarli, ridurre i rumori di sottofondo e concentrarsi sulla dimensione affettiva sono strategie educative efficaci per accogliere i progressi senza forzature.

Dai 12 ai 24 mesi, i bambini affrontano il difficile compito di memorizzare nel loro vocabolario ancora limitato le parole appropriate per farsi comprendere. Similmente alla conquista dell’autonomia motoria, sviluppare le competenze comunicative è gratificante e indispensabile per superare positivamente le piccole frustrazioni quotidiane.

Esperienza sensoriale e linguaggio

Quando un bambino impara a spostarsi da solo ha l’occasione di manipolare nuovi oggetti e gradualmente associa le parole a queste esperienze fisiche ed emotive.

L’osservazione dei bambini durante il gioco mostra chiaramente come l’esperienza diretta dei sensi sugli oggetti permetta loro di acquisire precise informazioni. Il bambino ha bisogno del contatto sensoriale per imparare nuove parole: tocca, strofina, succhia, lecca, annusa e ascolta il suono delle cose che popolano il suo raggio d’azione. Questo processo gli permette di arrivare a un rapido incremento del vocabolario e – in un circolo virtuoso – migliorano l’apprendimento e le relazioni con il prossimo. Come abbiamo visto nel post IL GIOCO SENSO-MOTORIO: 3 STRATEGIE PER UN IO-CORPOREO POSITIVO, è importante lasciare che i piccoli esplorino l’ambiente e si muovano liberamente nello spazio.

Dalla realtà alla rappresentazione

Durante questa periodo di autonomia e rivendicazione, i bambini amano ascoltare i racconti prima ancora di riuscire a coglierne completamente il significato. Compiono un importante salto conoscitivo: indicano le figure per identificare gli oggetti e impararne i nomi.

Collegare la realtà all’astrazione fotografica è un processo complesso e, per questa ragione, costruire quaderni con immagini realistiche può aiutarci a favorire lo sviluppo linguistico e la rappresentazione mentale.

Ecco come costruire quaderno per imparare parole nuove

  1. Usa un raccoglitore dalla copertina rigida con anelli, perché è più difficile da strappare e si adatta meglio alle piccole mani che lo sfoglieranno.
  2. Assicurati che gli anelli siano abbastanza rigidi da non poter essere aperti. Per evitare che il bambino si faccia male, usa un washi tape per le chiusure.
  3. Se non hai la plastificatrice, procurati le buste trasparenti da inserire nel raccoglitore.
  4. Seleziona poche figure da arricchire gradualmente in base all’età e alla disponibilità di attenzione di tuo figlio.
  5. Ritaglia il cartoncino della dimensione delle buste e incolla una figura per ogni facciata. Puoi usare fotografie, ritagliare immagini da riviste o stamparle da internet. L’importante è che siano figure realistiche di cose e persone familiari al bambino.

Ti consiglio di partire con la composizione della famiglia, usando fotografie di mamma, papà, fratelli, animali domestici e di oggetti che il bambino preferisce come ad esempio il suo cibo prediletto, gli abiti e i giocattoli ai quali è più affezionato. Progressivamente aggiungerai pagine ed eliminerai le figure che nomina con esattezza. Non buttare le vecchie pagine ma tieni una sorta di archivio che potrai riutilizzare in seguito aggiungendo una didascalia in stampatello per favorire i primi riconoscimenti alfabetici.

Se realizzi il quaderno fotografico, raccontami le tue esperienze e condividi le foto con #gattabuialab o pubblicale sulla pagina Facebook. Se questo post ti è utile, lasciami un Like e condividilo con i tuoi amici.


Riferimenti bibliografici

  1. Luigia Camaioni e Paola Di Blasio, Psicologia dello sviluppo, Il Mulino, 2002 Bologna.
  2. Elinor Goldschmied e Sonia Jackson, Persone da zero a tre anni, Edizioni Junior, Parma 2011.
  3. Lucia Lumbelli (a cura di), Pedagogia della comunicazione verbale, Franco Angeli, Milano 2007.

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